Cosa significa per te lavorare in SIPEG?
Entrare in SIPEG è stato il mio primo vero impiego, dopo la laurea in Tecnologie Forestali e Ambientali. Da due anni vivo questa esperienza come un ambiente di crescita professionale e personale: sono stata seguita, valorizzata e coinvolta fin da subito in progetti molto sensibili, come “Dalla roccia alla vita” e il Vivaio Clorofilla. Questi stessi progetti li avevo vissuti da studentessa, quando frequentavo le scuole medie. Oggi li porto avanti dall’altra parte, come insegnante e referente aziendale: una continuità che per me ha un significato emozionante e profondo.
Quali sono i progetti di ricomposizione forestale più significativi che SIPEG ha realizzato negli ultimi anni?
Sicuramente la cava Molino, dove abbiamo messo a dimora oltre 16.000 piantine, completando un ripristino totale dell’area. È stato un intervento complesso e impegnativo, che ha richiesto un grande sforzo economico e organizzativo. Importanti lavori di ricomposizione sono stati fatti anche a Cava Borcola e Cava Civetta.
Come garantite che l’impegno di ricomposizione resti solido nel tempo?
Il ripristino ambientale è un processo lungo, che richiede anni o decenni. Noi monitoriamo costantemente lo sviluppo della vegetazione e l’evoluzione naturale delle aree ricomposte, fino alla completa estinzione della cava. Questo significa seguire le diverse fasi, correggere quando serve, accompagnare la natura nei suoi ritmi.
Qual è stata la sfida più complessa?
La cava Molino è stata senza dubbio la sfida più grande: per quantità di piante, per impegno economico e per le soluzioni innovative che abbiamo dovuto sviluppare. Ma oggi è anche uno dei risultati di cui andiamo più fieri.
In che modo la riforestazione contribuisce alla biodiversità locale?
Grazie a queste attività sono nati nuovi habitat: abbiamo osservato il ritorno di camosci, caprioli, lepri e numerose specie di uccelli. La natura ha una straordinaria capacità di rigenerarsi, se accompagnata con attenzione.
Ci racconta il progetto educativo con le scuole?
Oltre al Vivaio Clorofilla, abbiamo lanciato la Settimana della Scienza a Valdastico, dedicata interamente a scienza e natura. Ho tenuto personalmente una lezione sul riconoscimento delle piante: è stato bellissimo vedere l’entusiasmo e l’interesse degli studenti e dei loro insegnanti. Questi progetti aiutano a costruire un legame forte tra SIPEG e la comunità locale.
Guardando avanti, quali nuove iniziative ti piacerebbe sviluppare?
Dal 2025 avvieremo il progetto “Cava amica delle Api”: un percorso che unisce apicoltura, didattica e valorizzazione del territorio. Per questo creeremo una nuova società agricola, La Loch (“la grotta” in cimbro), che porterà nelle scuole attività di fattoria e apiario didattico. È il mio modo di trasmettere alle nuove generazioni la passione per la natura e per il lavoro della terra.